domenica 27 ottobre 2019

La filosofia di Schelling

Schelling, rispetto ad altri, predilige il sentimento, in grado di unire soggetto e oggetto, spirito e natura.
Schelling fa riferimento alla natura, il filosofo assegna alla natura una propria esistenza autonoma e indipendente. Questa acquista nuova centralità e importanza poiché è intrisa di infinito ed è un miracolo vivente, costante fonte di meraviglia. Per Schelling la natura è spirito solidificato e addormentato, e la spiritualità che contiene, anche se in modo inconscio e irriflessivo, può essere colta dall' uomo tramite l' esperienza estetica.
Il principio assoluto di Schelling è formato dall' unità indifferenziata di spirito e natura: Io e non-Io, soggetto e oggetto, pensiero e mondo.
In Schelling l' accento si pone  sull' identità tra natura e spirito. Nell' idealismo schellingiano la natura ha in se stessa la tensione tra oggetto e soggetto, conscio e inconscio, attività e passività.
L' assoluto, o Dio, il principio infinito creatore della realtà, costituisce la comune radice del soggetto e dell' oggetto. Per Schelling la filosofia, in quanto "scienza dell' assoluto", cercando di cogliere l' unità indivisibile, può seguire due direzioni di ricerca differenti ma complementari:

1. FILOSOFIA DELLA NATURA
= parte dalla natura e giunge allo spirito
= riconosce come la natura sia "spirito visibile"
= studia le forme cui la spiritualità emerge dalla materia

2. FILOSOFIA DELLO SPIRITO
= parte dallo spirito e giunge alla natura
= riconosce come nello spirito vi sia una "natura invisibile"
= studio il percorso inverso alla Filosofia della Natura, studia come il soggetto si scopre fonte della
   realtà

Secondo il filosofo, la natura è un graduale processo tramite cui lo spirito si sviluppa e si rivela per raggiungere nell' essere umano la sua totale e completa realizzazione: si comprende perciò che  Schelling ha una visione organicistica e finalistica, in cui ogni parte del reale ha senso solo se è in relazione al tutto e alle altre parti.

Nel processo in cui il soggetto giunge pian piano alla coscienza di sé, si possono osservare 3 frasi:
1. LA PRIMA PROCEDE DALLA  SENSAZIONE ALL' INTUIZIONE PRODUTTIVA
    (SENSAZIONE --> INTUIZ. PROD.)
2. LA SECONDA VA DALL' INTUIZIONE PRODUTTIVA ALLA RIFLESSIONE
     (INTUIZ. PROD. --> RIFLESSIONE)
3. LA TERZA VA DALLA RIFLESSIONE ALLA VOLONTÀ
    (RIFLESSIONE --> VOLONTA')



Il mondo per Schelling è l' incarnazione dell' assoluto, ossia la sua manifestazione visibile e concreta.
Secondo il filosofo, lo strumento conoscitivo capace di attingere le profondità iniziali della vita e della natura, è l' arte.
L' arte è un' attività nella quale l' infinito viene colto nella sua unione con il finito.
L' arte è l' intuizione estetica, cioè la capacità di entrare l'infinito mediante le sue espressioni concrete, come la bellezza.
L' artista opera in base a competenze e abilità tecniche, secondo scelte consapevoli,
al contempo l' artista è però anche sottoposto all' influsso dell' ispirazione.
L' ispirazione è un  potere che costringe l' artista a esprimere o a rappresentare "cose che lui stesso non vede perfettamente e il cui senso è infinito". Ciò fa sì che la sua opera contenga significati che lui stesso non prevede, direzioni di senso sconosciute.
La creatività dell' artista, presenta per Schelling un' evidente affinità con la creatività dell' assoluto stesso che, nella sua attività produttrice originaria, fonde conscio ed inconscio, spirito e natura, soggettività e oggettività.
La divina ispirazione dell' artista lo rende diverso da tutti gli altri uomini e caratterizza il suo "genio" rispetto al semplice produrre della persona comune; nello stesso tempo però sancisce la superiorità dell' arte rispetto alla filosofia.
La filosofia, dunque, essendo riflessione concettuale produce separazione: la filosofia analizza gli oggetti tramite la divisione e la diversificazione in categorie tra loro contrapposte (soggetto-oggetto, spirito-natura, infinito-finito).














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