domenica 27 ottobre 2019

I capisaldi del sistema hegeliano

I cardini, capisaldi, del sistema hegeliano sono 3, quali:
1. CONVINZIONE DELLA RAZIONALITA' DEL REALE
2. IDEA CHE LA VERITA' COINCIDA CON L' INTERO, IL "TUTTO"
3. CONCEZIONE DIALETTICA DELLA REALTA' E DEL PENSIERO

Per Hegel la realtà, coincide con la realizzazione e il dispiegarsi progressivo di un principio razionale: lo spirito. Quest' ultimo è detto anche "idea" o "Assoluto". Tale principio è onnicomprensivo, costituisce infatti un organismo unitario di cui ogni cosa, ogni evento e ogni individuo sono manifestazioni particolari. Esso, è poi non "sostanza", ma "processo" e la sua verità è "risultato", ovvero si realizza in tutta la sua pienezza solo ed esclusivamente alla fine del processo stesso.
La realtà coincide con la ragione , che ne costituisce la legge di sviluppo e l' essenza profonda; na concezione che segna la distanza tra Hegel e gli illuministi. Per gli illuministi il compito della filosofia era quello di influenzare e modificare in senso razionale la realtà caotica; per Hegel invece, la filosofia ha un compito descrittivo, deve infatti constatare ciò che già e accaduto e capirne l' intrinseca struttura.
La filosofia, secondo Hegel, deve chiarificare e spiegare la legge razionale immanente nelle cose e negli eventi della storia.
Hegel afferma che la filosofia è come la civetta, la nottola, uccello sacro alla dea Minerva, infatti la filosofia è come l' uccello notturno che inizia la usa attività quando ormai la giornata si conclude: analogamente il lavoro del filosofo inizia quando "la giornata è terminata". La filosofia è quindi sempre sapere che si volge a indagare una realtà già dispiegata , è coscienza di quello che è stato ed è successo.
Gele afferma che nessuna filosofia oltrepassa l'età sua, è infatti sempre relativa al suo tempo costituendo così la fama più ampia e matura di comprensione del presente storico. Per Hegel il silofono non può spingersi oltre l' orizzonte della propria epoca e deve volgere lo sguardo ai fatti avvenuti per illuminarli con il lume della ragione.
L' altro asse essenziale della filosofia di Hegel si basa sull' idea che la verità non consiste in una considerazione parziale delle cose, ma nella visione completa e uniforme di esse.
Hegel definisce "astrazione" il pensiero che consente di cogliere tutti i fattori e le sfumature di un fatto, di un evento, poiché lo isola dal tutto.
L' astrazione è tipica dell'intelletto, il quale separa e divide, è poi utile a distinguere i numerosi aspetti della realtà e fissarli separatamente  nella nostra mente, tuttavia però non corrisponde al reale movimento del pensiero. Dopo aver distinto, è necessario riunire le varie parti dell' oggetto nella sintesi.
La sintesi è l'unica capace di restituirci la complessità del male in tutta la sua concretezza.

La filosofia secondo Hegel,  è scienza poichè è capace di elaborare un concetto della realtà nel modo più completo e ricco possibile tramite la comprensione di tutte le sue sfaccettature interne.
Per Hegel ogni cosa ha un suo senso, una sua motivazione, un significato razionale che si trova nella sua relazione con gli altri momenti, particolari ma necessari, del solo processo di sviluppo dell' idea o spirito.
La verità è perciò per Hegel l' intero, ossia l' Assoluto. Questo coincide con lo sviluppo , ed è l' idea in divenire. Non è una sostanza, ma un "soggetto" che compie un percorso di progressiva manifestazione, arrivano , nell' uomo e nelle sue attività e istituzioni, alla piena consapevolezza di sè.
Per Hegel lo sviluppo dell'idea segue una legge che lui stesso definisce "dialettica". 
La dialettica è la regola interna della realtà e contemporaneamente è anche  legge del pensiero, dato che la realtà coincide co la ragione perciò si comprende che il piano ontologico e quello logico coincidono. 
La dialettica è formata da 3 momenti: tesi, antitesi e sintesi. 
1. Il primo momento, definito intellettuale o astratto, è la tesi. Questa coincide con la determinazione delle cose; a questo livello la realtà appare costituita di oggetti separati e contrapposti. La funzione è l' affermazione o posizione di un concetto astratto e limitato.  
2. Il secondo momento, definito dialettico o della negazione, è l' antitesi. Ogni determinazione si scopre unilaterale e limitata, cogliendo il suo nesso inscindibile e necessario con la determinazione opposta. La funzione è la negazione della tesi come concetto limitato e finito. 
3. Il terzo momento, definito speculativo, è la sintesi. Questa implica l' affermazione dell' unità elle determinazioni opposte. La funzione è che al momento negativo dell' opposizione si sostituisce quello positivo "della negazione della negazione". 
Il movimento dialettico si può comprendere meglio se si tiene conto che questo è reso in tedesco da Hegel con il termine "Aufhebung", ossia superamento e conservazione: la parola indica il processo che nega e abolisce le determinazioni astratte e parziali, ma per poi conservarle ed elevarle.

L' andamento triadico della dialettica hegeliana è riconducibile all' immagine della trinità cristiana, che nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo realizza i tre momenti: testi, antitesi e sintesi.
Per Hegel l' Assoluto assume i caratteri del divino, inteso come principio razionale immanente della realtà. 
Per Hegel l' amore, cioè l'essenza del sentimento amoroso, consiste nel fatto che unifica gli esseri viventi. 

Negli scritti di Hegel non si trova una teoria sistematica della dialettica; Hegel mostra più volte come i tratti formali che la caratterizzano restino invariati a tutti i livelli di articolazione della realtà, formando, oltre che il metodo del pensiero, la regola interna all' ordine naturale, così come la legge che struttura il divenire storico della civiltà. Ogni cosa si determina sempre e solo in uno sviluppo dialettico; il suo significato quindi può emergere soltanto in un percorso di tipo conoscitivo che consideri il concerto divenire  e le relazioni che questo implica.
Per Hegel il divenire è frutto, è il risultato della contrapposizione di un evento all' altro, di un pensiero all' altro. Solo dalla contrapposizione nasce la sintesi, che fornisce il concreto e il vero.
 La logica hegeliana eleva la contraddizione a legge universale della filosofia.
Hegel sostiene che la fine, il termine di una civiltà è la condizione per il fiorire, ovvero la nascita di un' altra.  

I concetti principali della considerazione hegeliana sono trattati e spiegati tramite due diverse modalità:
- la "Fenomenologia dello spirito"
- l' "Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio"
Sebbene la prospettiva delle due opere sia diversa, è uguale però lo scopo, cioè la conoscenza della totalità. Quest' ultima è sintesi di razionale e reale.




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